
Mentre a Bari lottano per un parcheggio, a Poggiorsini il traffico va inventato.
Qui al massimo ci sono trattori o un gregge di pecore in transito. È così piccolo che non serve il navigatore: se chiedi indicazioni, probabilmente ti rispondono “Gira dopo la pianta di basilico della signora Maria”.
Minervino è ufficialmente il “cucciolo” della provincia, ma con un’autonomia conquistata con le unghie e con i denti solo nel 1957.
Il punto forte è il Belvedere. Da piazza Alcide De Gasperi si gode di una vista che spazia fino alla Basilicata.
Lo chiamano il “Balcone della Murgia”. Praticamente è il posto perfetto per fare i filosofi o per guardare i vicini dei paesi limitrofi (Gravina e Spinazzola) e sentirsi tecnicamente “al di sopra”.
Ma la bellezza vera è la visione agreste che qui è pura: distese di grano che cambiano colore a seconda della stagione (verde smeraldo in primavera, oro bruciato in estate) e il profumo delle orchidee selvagge che crescono spontanee nel Parco dell’Alta Murgia.
Sulla strada che porta verso Corato, c’è un tratto dove le auto in folle sembrano andare in salita da sole.

Gli ufologi dicono che siano gli alieni, gli scienziati dicono che sia un’illusione ottica, i locali dicono che è solo Poggiorsini che cerca di trattenerti perché non vuole che te ne vada.
Poggiorsini non è solo vista, è anche palato. Qui il fungo Cardoncello è una divinità.
Se vai a Poggiorsini e non mangi i cardoncelli, è come andare a Parigi e ignorare la Tour Eiffel, solo che la Tour Eiffel non è altrettanto buona trifolata con l’aglio.
Ricorda che qui nasce l’Acqua Orsini. In pratica, i poggiorsinesi bevono champagne naturale direttamente dal sottosuolo.
Poggiorsini è il manifesto della Puglia interna, quella autentica, fatta di roccia calcarea e gente che sa ancora salutare gli sconosciuti per strada.
Visita Poggiorsini e non te ne pentirai!